Roma, 18 mar – “La salute sessuale e riproduttiva rappresenta un diritto umano fondamentale che deve essere preservato e tutelato. Di fatto, però, in Italia manca ancora oggi un programma organico e strutturato di educazione all’affettività e alla sessualità”, sostiene Francesca Merzagora, presidente Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. Questa lacuna spiega in parte perché l’Italia sia in fondo alla classifica europea per l’uso dei contraccettivi ormonali, con il 16,2% delle donne che li sceglie, contro una media europea del 21,4%, e perché ancora il 42% delle under 25 non utilizzi alcun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale, secondo una recente indagine della SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia. In particolare, per quanto riguarda la contraccezione orale di emergenza, una recente indagine di Onda ha rilevato che il 70% delle donne italiane non ha le idee chiare: solo la metà delle intervistate sa che dalla tempestività di assunzione dipende l’efficacia del farmaco, meno di 1 su 10 è a conoscenza che “la pillola dei cinque giorni dopo”, più recentemente introdotta sul mercato, garantisce maggiore efficacia della “pillola del giorno dopo” e ancora 1 donna su 3 non sa che è possibile acquistarla in farmacia e parafarmacia senza ricetta per le maggiorenni. A scattare la fotografia della situazione italiana della contraccezione è Onda, attraverso il documento “Donne e accesso alla contraccezione ormonale – Focus contraccezione orale di emergenza”, scaricabile dal sito www.ondaosservatorio.it, con il patrocinio di SIC, Società Italiana della Contraccezione e SMIC, Società Medica Italiana per la Contraccezione, volto a sollecitare le Istituzioni ad attuare interventi concreti per costruire una cultura della contraccezione che in Italia fatica a consolidarsi. Secondo l’Atlante europeo della contraccezione, realizzato dall’European Parliamentary Forum on Population & Development (EPF), il nostro Paese è al 26mo posto per l’accesso agli anticoncezionali, il counseling e l’informazione online sul tema, su 45 Paesi presi in considerazione. (PO / SEGUE)