Roma, 18 mar – Alla maggiore partecipazione femminile si associa una riduzione dell’età media dei consiglieri, un aumento del numero di laureati e una maggiore diversificazione dei profili professionali. Infine, ha raggiunto il minimo storico dell’11% circa la presenza nel board di donne che sono anche azionisti di controllo ovvero sono a questi legate da vincoli di parentela (cosiddette family). La Consob fotografa così gli effetti della Legge Golfo-Mosca, rispetto alla quale sono state presentate sia alla Camera che al Senato due proposte di legge bipartisan che mirano a raddoppiare da tre a sei mandati per le cosiddette quote rosa nei Cda delle società quotate. Con riferimento alle caratteristiche degli amministratori ulteriori rispetto al genere, invece, l’età media si attesta attorno ai 57 anni, con i consiglieri più anziani delle società Ftse Mib e del settore finanziario e quelli più giovani nelle società di minori dimensioni e in quelle che operano nei servizi. Quasi il 90% degli amministratori è laureato (più frequentemente nel Ftse Mib e nel settore dei servizi), mentre circa un quarto ha conseguito un titolo post-laurea. Il background professionale prevalente è quello dei manager (circa il 70%),seguito dal profilo del consulente/professionista (circa il 20%) e accademico (circa il 9%). La presenza di stranieri rimane bassa, raggiungendo il valore massimo nelle grandi aziende (oltre il 10%) e il minimo nel settore finanziario (meno del 5%). Una certa eterogeneità nelle caratteristiche degli amministratori si coglie anche rispetto al modello di controllo delle società. Nelle società a controllo pubblico è maggiore l’incidenza di donne, amministratori laureati e accademici; l’età media dei membri del board, inoltre, è più bassa. I consigli delle società controllate da un istituto finanziario si caratterizzano, invece, per una minore presenza di donne e una proporzione maggiore di stranieri (riflesso anche degli assetti proprietari), soggetti con specializzazione post-laurea e con maggiore esperienza manageriale. Gli amministratori family sono presenti solo nelle società a controllo familiare, dove pesano per il 27%, dato in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Le donne non-family sono mediamente più istruite e hanno un background professionale più diversificato rispetto alle donne family. (PO / Roc)