Roma, 19 mar – Litigi nel governo? “Non è vero, ci confrontiamo sui temi, a volte in modo diretto, è vero, siamo pur sempre due forze politiche diverse. Anche se sulla Via della Seta non le nascondo che non l’ho capita la Lega. Voglio dire: il memorandum serve a spingere il nostro made in Italy in mercati dove ancora non arriviamo, perché mettersi di traverso? Così si reca un danno anche alle nostre imprese. La sicurezza non c’entra nulla. Ad ogni modo sono felice che poi la Lega abbia compreso l’importanza della questione”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il vicepremier Luigi Di Maio. La Via della Seta? “Gli Stati Uniti restano il nostro principale alleato, ma l’Italia deve poter pensare alle proprie opportunità commerciali. E’ quello che fa anche Washington ed ogni Paese autonomo. Per quanto riguarda le telecomunicazioni la sicurezza prima di tutto. Condividiamo le preoccupazioni americane e proteggeremo ogni infrastruttura strategica, ma questo con la Via della Seta come ho già detto non c’entra nulla. L’Italia deve poter far da ponte tra i due blocchi, questa è la nostra vocazione e lo faremo nel rispetto delle alleanze in cui stiamo”. Sulla flat tax “non c’è nessun dibattito in corso, è nel contratto e bisogna lavorare per portarla a casa. Con le nostre proposte possiamo farcela e lavoreremo insieme alla Lega per trovare una soluzione” spiega poi Di Maio. E aggiunge: “Bisogna lavorarci su, è evidente. Quel che ho detto, e ribadisco, è che non bisogna lasciarsi andare in promesse alla Berlusconi. Abbiamo fatto il reddito di cittadinanza, quota 100 e abbasseremo le tasse, noi come M5S abbiamo un progetto per l’abbassamento delle aliquote e il coefficiente familiare. Bisogna aiutare le famiglie con ogni strumento possibile. Questo conta. Non è un nome di una misura che fa la differenza, sono i contenuti e i fini. L’importante è abbassare le tasse e subito”. Di Maio interviene anche sulla vicenda del minicondono edilizio che i 5 Stelle contestano ed i leghisti negano di avere mai proposto: “La paternità è, per una semplice logica che riguarda le competenze, del Ministero delle Infrastrutture e del Mise, ecco perché abbiamo lavorato noi allo Sblocca cantieri. Tutto qua. Non è una rincorsa alla firma o al titolo, è il corso naturale delle cose. Di fronte alle buone proposte, pronti ad accoglierle, ma condoni no. Non se ne parla. Non li faremo passare”. Si parla solo di nove opere nel decreto… “Assolutamente no, c’è anche tutta la revisione urgente del codice dei contratti pubblici fortemente voluta dagli operatori sia pubblici che privati e questo permetterà di allargare il perimetro degli sblocchi. E poi non si fa mica tutto per decreto, l’incontro con i presidenti di Regione è servito ad individuare insieme altre aree di intervento”. Interrogato sul congresso delle Famiglie infine precisa: “Quelli di Verona sono lontani anni luce dai miei e dal M5S. Non ci andrà nessuno di noi. Sia chiaro, per noi la famiglia è sacra, il punto è l’approccio verso la donna”. (19 mar – red)