Roma, 19 mar – Gli scienziati del progetto Lofar, a cui partecipa anche il Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino, osservando ad alta risoluzione il quasar 4C+19.44, hanno scoperto che il meccanismo di accelerazione delle particelle è diverso da quanto previsto. I risultati della ricerca sono stati pubblicati dall’Astrophysical Journal e aprono nuovi orizzonti scientifici. Un gruppo internazionale di astrofisici ha osservato, per la prima volta, che la radiazione emessa alle radio frequenze intorno alle centinaia di MHz – le stesse dove operano le nostre radio e televisioni -, proveniente dal getto di un quasar, è molto meno potente di quanto fosse stato previsto in precedenza dagli scienziati. Il team, che include il professor Francesco Massaro del Dipartimento di Fisica di UniTO, ha, infatti, scoperto che la potenza emessa dal getto relativistico nel quasar 4C+19.44, uno dei primi osservati ad altissima risoluzione in questa banda di radiofrequenze, è inferiore ai valori attesi. Questa scoperta implica che i meccanismi di accelerazione delle particelle, espulse dal buco nero, siano diversi da quanto ipotizzato.
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