Roma, 20 mar – La relazione delle Giunta per le immunità “tace su un punto decisivo. Non si dimostra, cioè, che solo ed esclusivamente con quella condotta – che secondo la magistratura configura gli estremi del reato di sequestro di persona – fosse possibile tutelare quel preminente interesse pubblico, non potendosi adottare alcun altro comportamento non configurante una fattispecie di reato. Solo mantenendo centinaia di persone in condizioni disumane e imbarazzanti sulla nave Diciotti, non facendole scendere e non indicando l’hotspot si è potuto tutelare l’interesse pubblico? E allora perché una condotta simile non era mai stata seguita dai precedenti ministri? E allora perché l’uscente ministro Minniti, che pure ha conseguito indubbi risultati nel limitare l’arrivo di migranti nel nostro Paese, non ha avuto bisogno di ricorrere a questa modalità? Non si può arrivare all’assurda conclusione che solo con queste condotte possa esservi il contrasto all’immigrazione, con la conseguente conclusione che tutti i precedenti Governi, anche di centrodestra e pure con Ministri dell’interno della Lega, non avendo adottato questa condotta, non hanno tutelato un preminente interesse pubblico”. Lo chiede Dario Stefano, del Pd, nella discussione sulla domanda di autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Matteo Salvini.
(Sis)