Roma, 20 mar – Tra i comportamenti esaminati rientra anche il copiare a scuola. Quasi il 70% delle persone di 14 anni e più lo giudica un atto molto grave o abbastanza grave. Il giudizio di gravità è largamente condiviso sul territorio. Tassi leggermente inferiori alla media si riscontrano al Centro (66,8%) e nelle Isole (68,1%). E’ quanto si legge nell’indagine Istat “Senso civico: atteggiamenti e comportamenti dei cittadini nella vita quotidiana”. Copiare a scuola è ritenuto soprattutto un danno a scapito di chi copia (34% circa) e in generale un comportamento che danneggia tutti, perché contro le regole (29% circa). Appena l’8% circa ritiene che si tratta di un comportamento che lede il ruolo istituzionale dell’insegnante. Poco più di una persona su dieci, invece, pensa che il copiare a scuola non danneggi alcuno, ritenendolo un comportamento ammissibile. Anche rispetto alle opinioni in merito non si riscontrano particolari divari territoriali, quanto piuttosto differenze tra giovani e anziani. Anche in questo caso le donne si mostrano più intransigenti: il 71,5% lo ritiene molto o abbastanza grave rispetto al 67,9% degli uomini. Il divario di genere è più accentuato tra giovani e giovanissimi e diminuisce progressivamente con l’età: la percezione di gravità del comportamento passa dal 49,4% degli adolescenti al 76% circa dei 55-64enni. Considerando le differenze tra chi è iscritto a un percorso di studi e chi ne è fuori, tra questi ultimi la percentuale dei più intransigenti è di poco sopra il valore medio (71,4% contro 69,7%); viceversa, il grado di intransigenza scende al 51,6% tra gli iscritti alla scuola secondaria di II grado). (SEGUE)