Roma, 20 mar – Pietro Maso non vuole più saperne dell’ Italia. “È deluso, scocciato per come l’hanno trattato. Così, ora trascorre gran parte dell’anno in Andalusia, nel sud della Spagna”, “in una località balneare”, “ha fatto diversi lavoretti, attualmente fa il cameriere nei locali della zona. Lì, nessuno conosce il suo passato e può finalmente liberarsi dalla pressione, anche mediatica, che l’ha sempre perseguitato in Italia”, “oggi Pietro chiede solo di essere dimenticato”. Lo rivela al Corriere del Veneto l’avvocato Marco De Giorgio, che ha difeso l’oggi 47enne che la notte del 17 aprile del 1991 uccise i suoi genitori nella loro casa a Montecchia di Crosara (Verona) per intascare i soldi dell’eredità. Il quotidiano rilancia la notizia, pubblicata ieri dal Corriere della Sera, secondo cui le sorelle di Maso hanno perdonato Giorgio Carbognin, uno dei tre complici con i quali il fratello compì la mattanza. Alcuni mesi fa, Nadia e Laura Maso hanno accettato di firmare il documento che ha consentito all’uomo (all’epoca del duplice omicidio aveva appena 18 anni) di ottenere la cosidetta “riabilitazione penale”. E se Carbognin – dopo una condanna a 21 anni dei quali soltanto sette scontati in carcere – oggi può continuare la sua vita all’estero, lo stesso sta facendo Pietro Maso, tornato libero nel 2015. Dopo essersi sposato e aver vissuto per alcuni anni a Milano, oggi “il mostro di Montecchia” si mantiene facendo lavori umili, lontano dall’Italia. (red)