Roma, 21 mar – “L’identikit del nuovo emigrante italiano non è così scontato, la partenza dei giovani italiani verso l’estero e verso condizioni lavorative e di vita migliori non riguarda solo la vistosa “fuga dei cervelli”, di cui si sente molto parlare e che rappresenta circa il 30% sul totale. Meno nota, ma corposa, è la ripresa dell’emigrazione che tocca strati meno appariscenti della popolazione e che porta, nel disinteresse generale, il nostro Paese ad avere un saldo migratorio negativo, ovvero ad avere più persone in uscita rispetto a quelle in ingresso”. Così si legge oggi su La Prealpina. “Le sorprese non mancano in ‘Quelli che se ne vanno. La nuova emigrazione italiana’, il libro che l’autore Enrico Pugliese, professore emerito di Sociologia all’Università della Sapienza e che è stato anche direttore dell’Istituto di Ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr, ha presentato ieri alla biblioteca Bruna Brambilla, intervistato dal giornalista Michele Mancino – si legge ancora sul quotidiano -. La nuova emigrazione ha tra i 20 e 35 anni, è divisa al 50% tra uomini e donne e, dopo la grande crisi del 2008, vede al primo posto insospettatamente la Lombardia, seguita nell’ ordine da Lazio, Veneto e Sicilia”. (Red)
