Roma, 21 mar – Nel 2018 gli imprenditori nati all’estero sono 708.949, con un’incidenza del 9,4% sul totale imprenditori. Negli ultimi dieci anni, appare evidente la differenza tra nati in Italia (-10,5%) e nati all’estero (+41,0%). Tendenza che si conferma, anche se in modo molto meno marcato, nell’ultimo anno; -0,1% per gli italiani, +2,6% per gli stranieri. Emerge da uno studio della Fondazione Leone Moressa su dati Infocamere. Nel 2018 per la prima volta la Cina diventa il primo paese per numero di imprenditori (73.795), superando il Marocco (72.630). Al terzo posto la Romania, con poco meno di 70 mila imprenditori. Sommando queste tre nazionalità otteniamo circa un terzo di tutti gli imprenditori stranieri. Gli imprenditori cinesi sono cresciuti del +72,6% negli ultimi 10 anni, ritmo molto più intenso rispetto a quelli marocchini (+42,5%). Nell’ultimo anno, gli imprenditori cinesi continuano ad aumentare (+3,4%), mentre il Marocco è in lieve calo (-0,9%). Negli ultimi anni sono in forte crescita le comunità dell’Asia meridionale: su tutte il Bangladesh (+209,6% dal 2008), ma anche Pakistan (+175,7%) e India (+214,8%). Esaminando il settore di attività, oltre un terzo degli imprenditori di origine immigrata opera nel Commercio (34,1%). Seguono i Servizi (22,7%) e le Costruzioni (20,9%). Prendendo in considerazione invece l’incidenza degli immigrati per ciascun settore, il comparto in cui la componente straniera ha il peso maggiore è l’edilizia, con il 15,0%. Seguono commercio (13,1%) e Ristorazione (11,7%). Tra gli imprenditori cinesi, circa un terzo opera nel commercio (34,3%). Seguono manifattura (26,8%) e Ristorazione (22,6%). (SEGUE)
