Roma, 21 mar – L’ex portiere di Juventus e Nazionale Stefano Tacconi a “I Lunatici”, su Rai Radio2, ha rivelato: “Il calcio giocato non mi manca per niente. La solitudine del portiere? E’ una percezione, quello del numero 1 è un ruolo talmente bello che non si è mai solo. E’ stato bellissimo ricevere applausi dai tifosi, ho ricevuto applausi da tutti, da curve italiane ed estere, essere applaudito a Firenze, Napoli, è bello. Il portiere più forte della Serie A è Szczesny, anche se Donnarumma finalmente ha trovato un preparatore di portieri che lo sta allenando. La scuola italiana ormai non esiste più”. Su Italia 90: “Se avessi giocato io avremmo vinto il mondiale. Erano gli anni della rivalità con Zenga. Io e Walter abbiamo avuto una esaltazione in quel periodo che ha creato l’era del portiere italiano, un po’ atipico. La rivalità è giusto che esista”. Su Buffon: “La papera che ha fatto in Champions fa capire che forse è arrivata anche per lui l’ora di smettere. A 42 anni non puoi pretendere più di tanto da te stesso”. Sui calciatori più forti con cui ha giocato: “Dovessi citarli tutti, sarebbe difficile. Per me è stato un orgoglio giocare con tantissimi campioni. Al confronto il calcio di oggi è diverso, imparagonabile a quello che ho vissuto io. Baggio? Non è stato il più forte con cui ho giocato, anzi è il minimo. Ho giocato con Maradona, Zico, Passerella, Careca”. Tra gli allenatori: “Trapattoni era un rompipalle vero, creava lo spogliatoio, con i giocatori che aveva la Juventus non era facile sistemarli tutti. Zoff, poi, per me è un secondo papà”. Sulla sua carriera: “C’è stato un periodo quando Moggi era al Napoli in cui mi chiamava continuamente. Mi aveva offerto 1.2 miliardi di lire. Ma io rifiutai, restai alla Juventus prendendo la metà. I calciatori oggi invece pensano solo ai soldi. La parata più bella la feci a Tokyo, nella finale di Coppa Intercontinentale”. (red)
