Roma, 21 mar – Il risultato (che ha una significatività statistica di 5.3 sigma – deviazioni standard – superiore quindi alla soglia di 5 sigma convenzionalmente adottata dai fisici delle particelle per affermare in maniera inequivocabile una scoperta), viene presentato oggi, 21 marzo, alla conferenza Rencontres de Moriond EW e di un seminario al CERN dai ricercatori italiani Federico Betti e Angelo Carbone, entrambi della Sezione INFN e dell’Università di Bologna. “Aver contribuito alla realizzazione di questa misura – racconta Federico Betti – è stata per me un’esperienza entusiasmante”. “Ho lavorato ininterrottamente all’analisi dei dati durante gli ultimi due anni e mezzo, inserendomi in un lavoro quasi decennale portato avanti dal nostro gruppo di ricerca”, conclude Betti. “Abbiamo realizzato una misura di altissima precisione che ha richiesto un lunghissimo lavoro”, spiega Angelo Carbone. “La differenza di comportamento tra le particelle D0 e le corrispondenti antiparticelle è, infatti, molto piccola – prosegue Carbone – e abbiamo avuto bisogno di produrre e ricostruire decine di milioni di loro decadimenti per poterla osservare e misurare con precisione”. (BIG ITALY / lgs)
