Roma, 21 mar – “Alla vigilia della firma del memorandum con la Cina, Di Maio ha annunciato un provvedimento organico a tutela del made in Italy con l’obiettivo di rafforzare la lotta alla contraffazione. Iniziativa meritoria, visto che secondo le stime Ocse in Italia il commercio dei prodotti contraffatti – metà dei quali cinese – produce all’economia un danno di 25 miliardi di euro. Dunque, prima di firmare un’intesa strategica così impegnativa con Pechino, il governo dovrebbe forse chiedere conto di questa invasione di falsi che inquina e destabilizza il nostro mercato interno. Il rischio infatti è che il memorandum sulla Via della Seta possa diventare un’autostrada per le violazioni della proprietà intellettuale e per la criminalità organizzata made in China. E’ proprio la Cina, infatti, il maggior esportatore di merci contraffatte dirette all’Europa, stando all’ultimo report di Europol sulla criminalità organizzata. Dunque, se da una parte è lecito attendersi incrementi nei flussi di forza lavoro, materie prime e iniezione di nuovi capitali, allo stesso modo un governo responsabile dovrebbe domandarsi se il nostro tessuto economico ha gli anticorpi sufficienti per assorbirne l’impatto e scongiurare una penetrazione che potrebbe essere devastante”. Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. (PO / red)
