Bologna, 22 mar – “I montanari del nostro Appennino sono partiti per andare ovunque, se avessero trovato i porti chiusi sarebbero morti di fame”. È un Francesco Guccini a metà tra il ricordo delle civiltà contadine e l’ attualità, quello arrivato a Pavullo, nel modenese, per l’ inaugurazione della Casa Museo Covili. Qui 120 opere del pittore pavullese saranno esposte nella villa dove passò gli ultimi trent’ anni di vita. Da domenica – scrive Repubblica – ospiterà concerti, presentazioni e visite nei fine settimana, ma solo su prenotazione online. Il mondo antico d’ Appennino rimpianto da Guccini resta nelle opere di Covili e nei sapori che saranno offerti in degustazione dopo le visite. Qui Guccini presenterà anche il libro che sta scrivendo, “Adesso i tetti non fumano più”, in copertina un quadro del pittore. “Racconto la morte del mio Appennino, quello bolognese è messo peggio del modenese: Pavullo ha 18mila abitanti, una metropoli, Pavana sta morendo. Ogni tanto tornano le famiglie di chi conoscevo ed è emigrato in America, e nasce qualche bimbo. Ma han nomi strani: non Sisto o Amabilia, come mia nonna, oggi sono Audrey, Nathan. Come fa una nonna a chiamarsi Audrey?”. All’ inaugurazione c’ era anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini, poi andato a scoprire la targa donata da Mattarella sul luogo dell’ eccidio nazifascista di Monchio. (Kgn)