Roma, 22 mar – “Cio che rende intelligenti, smart, le città sono i sensori che accolgono, misurano e verificano come si muovono le persone, quali sono le attività.
Questo significa raccogliere dati personali di tutti coloro che vivono nelle città e questa raccolta dati, che sono sempre più puntuali, sono il core di questi servizi e li rende sempre più personalizzati”. Lo ha spiegato Giuseppe Busia, segretario generale del Garante per la protezione dei dati personale, a Roma durante l’incontro “Smart cities and digitale transformation dialogue”. “Questa raccolta – ha spiegato – racchiude informazioni di tutto ciò che noi facciamo. Possono essere utilizzate, poi, anche a distanza di tempo per altri scopi, ad esempio capire come si comporta una persona e subordinarne l’accesso ad alcuni servizi. Ci sono esempi nel mondo di raccolta di informazioni per dare una valutazione su come si comporta un cittadino. Qui tocchiamo il nucleo essenziale del valore di questi dati. E questo pone dei rischi in ordine alle libertà, nel senso più alto del nostro vivere comune”. (Peg / Pep)