Roma, 25 mar – Le Commissioni Affari costituzionali e Lavoro dovrebbero approvare (prima in via preliminare, poi in via definitiva) il ddl concretezza. Slittato dunque l’approdo del testo in Aula, originariamente previsto per lunedì 25: i relatori Silvestri (M5S) e Caparvi (Lega) e il Governo hanno comunque già espresso i loro pareri sui 250 emendamenti presentati. A parte qualche modifica di poco rilievo contenuta in alcune proposte dei deputati, spiccano quelle proprio dei relatori. Salta così la destinazione delle risorse agli incrementi del salario accessorio previsti dai contratti collettivi (in deroga al limite di legge che fa riferimento all’importo del 2016) e per le nuove assunzioni fuori dal blocco del turnover. Confermato poi lo stop alle assunzioni nella Pubblica Amministrazione fino al 15 novembre, mentre altri tre emendamenti aggiornano al 2019 la copertura finanziaria delle norme sul reclutamento (tramite mobilità e concorso) del personale del Nucleo della concretezza, sull’installazione dei sistemi di rilevazione delle presenze tramite biometria e videocamere e sulla sostituzione dei buoni pasto. Il testo, dunque, dovrebbe tornare al Senato per la terza e probabilmente definitiva lettura. Le Commissioni Affari costituzionali e Difesa riprendono invece il dibattito su una risoluzione del M5S che chiede al Governo di emanare al più presto il decreto sui requisiti per l’idoneità a guardia giurata, attribuendo in automatico quelli professionali ai volontari congedati senza demerito e istituendo una corsia preferenziale per gli ex carabinieri ausiliari. In Commissione Affari costituzionali, per il resto, settimana interamente dedicata alle audizioni sulla riduzione del numero dei parlamentari e le conseguenti modifiche alla legge elettorale per renderla applicabile a prescindere dalla quantità dei deputati e senatori da eleggere. Previsti gli interventi di Gabriele Natalizia (ricercatore di Scienza politica presso la “Sapienza” di Roma e dei professori Ginevra Cerrina Feroni (diritto pubblico comparato all’Università di Firenze), Salvatore Bonfiglio (diritto costituzionale italiano e comparato a “Roma Tre”), Massimo Luciani (diritto costituzionale alla “Sapienza” di Roma), Francesco Clementi (diritto pubblico comparato all’Università di Perugia), Salvatore Curreri, Daniele Porena e Anna Maria Poggi (istituzioni di diritto pubblico rispettivamente all’Università “Kore” di Enna, all’Università di Perugia e all’Università di Torino), Anna Maria Poggi, Professoressa di istituzioni di diritto pubblico presso l’Università di Torino. (segue)