Roma, 25 mar – Cinque le macroaree: l’informazione primaria, con una riflessione sul ruolo delle agenzie “di fronte a una riforma contestata – ha spiegato Crimi – rispetto alla quale è arrivato il momento di capire come ha funzionato e se migliorarla”; i giornalisti e gli altri operatori, in cui si affronteranno temi come quello dell’equo compenso; l’editoria, in cui si affronterà il settore a 360 gradi elaborando strategie per rafforzare il “pluralismo informativo, punto nevralgico di uno stato di diritto e di una democrazia avanzata” ha sottolineato Conte; il mercato, con un’attenzione particolare alla trasparenza; i cittadini e il loro coinvolgimento, perché “l’altro polo del diritto all’informazione è il diritto a essere correttamente informati” ha affermato il presidente del Consiglio. Nel corso della giornata è stato affrontato anche il tema del sostegno all’editoria: “Il fondo per il pluralismo non è stato toccato: è lì intatto e rimane. Sui contributi diretti non abbiamo fatto un taglio lineare, ma permane uno zoccolo duro di 500 mila euro che serve a tutelare le realtà più piccole” afferma Crimi che poi a margine ribadisce: “Continuiamo sempre a pensare alla vecchia maniera, se si continua a pensare che l’unica forma per sostenere l’editoria è il contributo diretto non ci siamo: dobbiamo guardare al futuro, il mondo sta cambiando, possiamo dare un contributo diretto per 10 anni e fra 10 anni saremo di nuovo qui e mi verrete a raccontare che il settore è in crisi. Bisogna dare un taglio al modello utilizzato fino ad adesso e dare un modello nuovo per rilanciare questo settore e non per farlo bivaccare ancora per un po’ di tempo”. (SEGUE)