Roma, 25 mar – “Noi del Forum partiamo da dove molti si fermano: le disuguaglianze, e andiamo oltre. Oggi conosciamo tutti le disuguaglianze, non sono solo economiche, che a lungo, invece, sono state ignorate. Non crediamo di avere la verità con la v maiuscola, ma abbiamo la verità penultima, crediamo di averla “imbroccata”, di aver, quindi, capito individuando nel cambiamento tecnologico, nel passaggio generazionale e nel potere del lavoro le tre matrici delle gravi disuguaglianze. Le nostre proposte hanno una base concettuale molto solida, ma sono totalmente correggibili e modificabili. Nel mondo di oggi per fare delle proposte che funzionino devi discutere con le persone, cosa che noi abbiamo fatto molto nella fase preparatoria, e molto vogliamo farlo nei prossimi sei mesi. Il nostro secondo obiettivo è che le proposte vengano discusse e lo faremo grazie ai 12 alleati”. Così Fabrizio Barca ha spiegato cosa intende fare il Forum Disuguaglianze e Diversità, lanciato pubblicamente nel febbraio 2018 e che mette insieme i mondi della ricerca e della cittadinanza attiva, con il rapporto “15 Proposte per la giustizia sociale”, che è stato presentato oggi al Teatro de’ Servi a Roma, in una mattinata di cui Barca – statistico ed economista che ha ricoperto , ha ricoperto diversi incarichi nell’Ocse e nella Commissione Europea, dirigente in Banca d’Italia e nel Ministero Economia e Finanze nonché Ministro per la coesione territoriale nel governo Monti – si considera “molto soddisfatto”. Si tratta di un pacchetto di proposte di politiche pubbliche e azioni collettive, consegnato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella già mercoledì scorso, ed ispirate al Programma di Azione di Anthony Atkinson, che intervengono sulla generazione della ricchezza, consentendo una redistribuzione del potere, una riduzione della disuguaglianze nella distribuzione profitti-salari, nella dignità ed autonomia del lavoro, nell’equilibrio uomo-donna, nella realizzazione di interventi necessari per la transazione energetica, nell’uso dei dati immessi in rete. Proposte che vogliono affrontare anche il passaggio generazionale per accrescere la libertà sostanziale dei giovani, in particolare quella dei ceti più deboli, come anche intervenire sulla relazione impresa-lavoro per ridare dignità salariale ed una voce nelle scelte strategiche delle imprese e l’autonomia necessaria per affrontare la volatilità della domanda e dei mercati. (segue)