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MOZAMBICO: CICLONE IDAI, MISSIONE PIEMONTESE DI PROTEZIONE CIVILE (1)

it@withub.it by it@withub.it
25 Marzo 2019
in Archivio News dal mondo
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Roma, 25 mar- Almeno 446 morti , oltre 1500 feriti sono le conseguenze del disastroso ciclone “Idai”, che ha duramente colpito lo stato del Mozambico lo scorso 14 marzo. Purtroppo i numeri di vittime e feriti sono destinati ad aumentare. L’UNICEF ha stimato un numero di 260.000 bambini che si trovano in condizioni critiche nelle province di Sofala, Manica, Zambezia and Inhambane. Molte aree del Paese sono senza energia elettrica e senza telecomunicazioni, si stima un numero di oltre 58.000 abitazioni completamente o parzialmente distrutte, e più di 100 mila persone sono accolte in 130 campi di accoglienza. “Questo è il quadro drammatico nel quale l’Italia è stata chiamata ad intervenire, con il Piemonte che mette a disposizione la struttura di Maxiemergenza del 118 – ricordano il presidente della Regione, Sergio Chiamparino e l’assessore alla Protezione civile, Albero Valmaggia –e attualmente si stanno completando le operazioni di trasferimento di personale e mezzi per il Mozambico. Il 20 marzo il governo del Mozambico ha formalizzato una richiesta di assistenza alla comunità internazionale. Per tale ragione, nelle ore successive c’è stata l’attivazione di squadre di esperti delle principali agenzie delle Nazioni Unite, ed anche la Commissione Europea ha deciso di mobilitare i propri esperti ed alcune delle risorse registrate nel meccanismo comunitario di risposta alle emergenze internazionali. Tra queste vi è il modulo Advanced Medical Post with Surgery (AMP-S), Posto medico avanzato con chirurgia d’urgenza, della Maxiemergenza 118 Regione Piemonte, che nel 2018 ha ottenuto la certificazione internazionale come Emergency Medical Team di tipo 2 (EMT type2) da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è quindi in grado di operare in scenari internazionali complessi come quello che si è verificato in Mozambico. Oltre alla capacità di organizzare una struttura complessa” – si ricorda – “la generosità, che sempre dimostrano le varie componenti della Protezione civile regionale, sia quando sono impegnati sul territorio nazionale, sia quando sono chiamati ad affrontare criticità complesse con una professionalità riconosciuta ai massimi livelli europei e costruita nel tempo”. (BIG ITALY / SEGUE)

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