Roma, 25 mar – “Inoltre, nuove molecole utili alla terapia sono continuamente suggerite dalle scoperte biologiche relative alla malattia – spiega Silani – che risulta anche tra le più studiate nell’ambito delle malattie neurodegenerative”, “le diverse fasi dei trial clinici devono essere accuratamente valutate e il concetto dell’analisi di efficacia di una molecola nel mondo reale risulta sempre più di rilievo per giudicare l’efficacia di un intervento terapeutico, indipendentemente dal risultato del trial clinico controllato”. Queste problematiche come tante altre sono state accuratamente discusse e poi formulate, analizzate e rianalizzate a definire un documento storico destinato ad avere impatto nella corretta conduzione dei trial clinici relativi alla SLA nei prossimi anni. L’impegno del prof. Vincenzo Silani e del suo team nel raggiungere l’obiettivo di una efficace terapia della SLA è testimoniato anche dal rigore con cui ha partecipato a tutti i momenti decisionali e strategici mondiali per la corretta impostazione metodologica. La partecipazione alla riunione di Airlie House 2016 testimonia ulteriormente l’alto impegno della scienza italiana con un contributo sostanziale alla definizione del futuro: anche Adriano Chiò dell’Università di Torino risulta nella rosa degli autori a definire la qualità di un lavoro che è di équipe nel Paese. (red)