Firenze, 25 mar – Gli ambiti della montagna registrano l’unico dato negativo della regione (-1,3%). Gli unici ambiti in segno positivo sono Amiata, Lunigiana e la Montagna Pistoiese. Contrazioni significative per Mugello e Garfagnana; stabile Casentino. “L’impegno della Regione sul turismo in montagna, di fronte a una concorrenza agguerritissima in questo settore in espansione a livello mondiale – aggiunge Ciuoffo -, tenderà a dispiegarsi per la destagionalizzazione dei flussi per far vivere le località non solo di turismo ‘bianco’ ma sfruttando tutto ciò che si può avere a disposizione tutti i mesi dell’anno con la creazione di offerte ad hoc”.
Estremamente interessante l’analisi per trimestre: forte incremento del primo trimestre (gennaio/marzo +11,2%) ma in parte ‘drogato’ da una Pasqua molto precoce. Molto bene la primavera (aprile/giugno +4,1%); una crescita importante considerando la mancata presenza del weekend pasquale. Crescita decisamente sotto la media (+1,8%) per la stagione estiva (luglio/settembre) che sconta il dato della costa sostanzialmente stabile. Estremamente interessante la crescita (+5,5%) dell’ultimo trimestre (ottobre/dicembre). “In generale – dice ancora Ciuoffo – ci sono segnali di destagionalizzazione interessanti e da seguire con attenzione”.
Infine alcuni dati sulla provenienza: aumentano maggiormente gli stranieri (+4,1%) rispetto agli italiani (+3,4%) ma il divario fra questi si è molto ridotto rispetto agli anni precedenti. Gli italiani diminuiscono sulla costa e in montagna, ma crescono molto negli ambiti della campagna (+5,6%) e sopratutto nelle città d’arte (+10,2%). Gli stranieri diminuiscono leggermente solo negli ambiti montani, sono in leggera crescita sulla costa ma registrano risultati molto interessanti negli ambiti della campagna (+7,0%) e consolidano la crescita nelle città d’arte (+5,1%).
“Adesso – conclude Ciuoffo – la strutturazione delle politiche del settore possiamo portarlo avanti grazie alla certificazione dei dati censuari: alcuni picchi sopra il 20% in alcune zone infatti sono il segno di sacche di inadempienza diffusa nel comunicare le presenze. Adesso invece, con la re-introduzione nella legge regionale dell’obbligo della comunicazione dei dati a comuni e regione, e con una sanzione prevista in caso di inadempienza, potremo avere finalmente cifre più verificate per meglio programmare le scelte politiche”. (BIG ITALY / red)