Bruxelles, 25 mar – La Commissione ha concluso che la condotta illegale tenuta da Nike per circa tredici anni (dal 1º luglio 2004 al 27 ottobre 2017) ha creato barriere all’interno del mercato unico e precluso ai licenziatari le vendite transfrontaliere in Europa, a scapito dei consumatori europei. Oggetto delle pratiche illecite, seppur in diversa misura, erano i prodotti di merchandising sotto licenza di squadre del calibro di Barcelona, Manchester United, Juventus, Inter e Roma, nonché di federazioni nazionali come la federazione calcistica francese. Nike ha collaborato con la Commissione al di là dei propri obblighi giuridici, segnatamente condividendo informazioni che hanno permesso alla Commissione di ampliare la portata dell’indagine fino ad includere il merchandising sportivo secondario di diverse squadre aggiuntive. L’azienda, oltre a fornire prove con un notevole valore aggiunto, ha anche ammesso espressamente i fatti e riconosciuto le violazioni della normativa dell’UE in materia di concorrenza. Alla luce di queste attenuanti la Commissione ha quindi concesso a Nike una riduzione del 40% dell’ammenda. (PO /Com)