Strasburgo, 26 mar – Vittoria dell’Italia e buone notizie per i candidati italiani ai concorsi pubblici europei. In una sentenza pronunciata oggi, la Corte europea respinge il ricorso della Commissione contro la decisione del Tribunale UE che aveva dato ragione all’Italia in merito all’uso delle lingue nei concorsi pubblici, confermando che le disparità di trattamento fondate sulla lingua, nelle procedure di selezione del personale delle istituzioni dell’Unione, non sono ammesse, salvo – modera la Corte – quando tale discriminazione risponda a reali esigenze del servizio, sia proporzionata a tali esigenze e sia motivata alla luce di criteri chiari, oggettivi e prevedibili. La pronuncia odierna potrebbe mettere la parola fine alla recente abitudine del Parlamento e della Commissione di richiedere ai candidati la conoscenza obbligatoria di inglese, francese o tedesco nel “l’interesse del servizio, secondo cui il personale neoassunto deve essere immediatamente operativo e capace di comunicare in modo efficace nel lavoro quotidiano”. La Spagna e l’Italia si erano opposte, in due diversi casi, a tali procedure che – di fatto – discriminavano i loro cittadini creando un ingiustificato vantaggio per gli appartenenti a Paesi anglofoni, francofoni o germanofoni. (Gif / UE)