Roma, 27 mar – Cesare Battisti, al capo del pool antiterrorismo della Procura di Milano, Alberto Nobili, ha riferito – come si legge sul Corriere della Sera – che nella sua latitanza è stato “sostenuto da partiti, gruppi di intellettuali, soprattutto nel mondo editoriale, come sostegno ideologico e logistico, ma nessuno in Italia”, “ero ritenuto un intellettuale, scrivevo libri, ero insomma una persona ideologicamente motivata”. “Mi sono mantenuto in Francia — prosegue — grazie alla solidarietà di alcune formazioni, come la Liga Rivolutionaire” fino al 1982 quando, “grazie a una colletta tra compagni, sono andato in aereo in Messico dove sono stato accolto dal sindacato Situam. Sono stato lì 8 anni”. Poi si trasferì a San Miguel de Allende, fondò la rivista Via Libre e aprì il ristorante Corto Maltese producendo “pasta che vendevamo a vari esercizi”. Quando il presidente Mitterand garantì a coloro che venivano considerati rifugiati politici di non essere estradati nei Paesi di origine se non commettevano reati, nel 1990 tornò in Francia lavorando alla scrittura di libri e articoli su riviste come Acqua e Playboy, ma sotto pseudonimo, o per mini serie tv su F3 e Antenne 2, guadagnando abbastanza da comprare una casa nella regione di Parigi. Una vita normale, che di colpo nel 2004 deve fare i conti con un nuovo vento politico. Venne arrestato per essere estradato in Italia. “Ci furono molte manifestazioni di piazza a mio favore perché per 14 anni avevo operato a livello sociale e culturale ed ero conosciuto per le mie battaglie contro degrado ed emarginazione” prosegue Battisti, aggiungendo che quando dopo 19 giorni fu scarcerato decise di fuggire. Raggiunse il Brasile dove visse “in semi clandestinità grazie al sostegno del sindacato universitario Sintusp, ideologicamente schierato a sinistra ma senza connotazioni di violenza”. Nuovamente arrestato nel 2007 per essere estradato in Francia, fu scarcerato nel 2011 rimanendo in Brasile grazie alla residenza concessagli dal presidente Lula. Battisti smentisce in quel periodo contatti con i servizi segreti francesi e afferma di avere “svolto vari lavori come custode di abitazioni e nell’editoria. Ho pubblicato 4 libri, ho fatto traduzioni”. (red)