Roma, 27 mar – “Quello sul copyright è stato uno dei voti più importanti del parlamento europeo in questa legislatura. La direttiva mette fine al far west digitale, impedendo le scorribande dei giganti del web americani e cinesi e difendendo l’identità nazionale europea”. Antonio Tajani, presidente dell’europarlamento, in una intervista al Giornale commenta il via libera definitivo di Strasburgo alla direttiva per la protezione del diritto d’autore. “Abbiamo difeso la libertà d’informazione e la creatività – spiega -, stabilendo finalmente regole moderne e al passo con le ultime tecnologie. Così vogliamo proteggere i nostri autori, giornalisti, designer, artisti, stilisti. Dalle industrie culturali e creative dipende il 9% del Pil e 12 milioni di posti di lavoro”, “finora i giganti del web hanno utilizzato contenuti creati in Europa pagando tasse irrisorie, trasferendo grandi guadagni negli Usa o in Cina. La nostra è stata una battaglia di Davide contro Golia. Io voglio vedere i film di Sordi e Totò, più che quelli di Jerry Lewis, ma molto del nostro patrimonio rischia senza tutele. Non abbiamo messo nessuna censura solo regole necessarie”. E replica a Lega e M5S secondo cui verrebbero favoriti i grandi gruppi editoriali a danno dei piccoli: “Non è vero, semmai è il contrario. L’ho detto: sono loro a stare dalla parte di Golia, pur proclamandosi sovranisti seguono una linea contraria agli interessi del nostro Paese e a vantaggio di grandi gruppi stranieri. La riforma assicura una vera libertà di stampa e contrasta il fenomeno sempre più diffuso delle fake news, garantisce ai giornalisti un equo compenso per il loro lavoro, tutela start-up, micro e piccole imprese, non limita in alcun modo Wikipedia o la libertà di satira, né l’utilizzo di Meme». Prima del voto lei ha detto: “Basta pressioni sugli europarlamentari”. Ora la direttiva dovrà avere l’ok del Consiglio d’Europa, che rappresenta gli Stati membri e l’Italia è tra i Paesi che si sono opposti, con Polonia, Lussemburgo, Olanda e Finlandia… “Non credo che ci siano i numeri per bloccarla e prevarrà il buonsenso. Mi auguro che il governo italiano cambi idea e difenda la creatività e l’identità del nostro Paese”. (red)