Roma, 27 mar – “Le emissioni inquinanti sono molto al di sotto dei limiti normati. La produzione delle cokerie non può crescere per legge, quindi le emissioni non possono salire oltre i limiti e noi abbiamo messo in campo tutte le azioni concordate nel piano rispettando le tempistiche previste”. Lo afferma l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Matthieu Jehl, in una intervista al Corriere della Sera nella quale spiega che l’incremento di inquinamento registrato ad inizio 2019 dall’Arpa Puglia riguarda la qualità dell’aria “che è altra cosa rispetto alle emissioni”, “sulle emissioni inquinanti stiamo rispettando le prescrizioni dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale” e “abbiamo messo tutta la nostra energia sul piano ambientale. Sono già visibili i primi risultati. Abbiamo completato gli impegni previsti nel 2018. Per l’anno in corso stiamo rispettando il programma, non solo la copertura dei parchi minerali. L’accordo prevede entro il 30 aprile la copertura del 50% di una parte dei parchi minerali, il resto entro fine anno. Abbiamo 69 progetti di riqualificazione ambientale”. E se il governo decidesse di rivedere la stessa Aia? “Abbiamo deciso di investire in Italia sulla base di norme e di regole concordate con il governo italiano per la risoluzione dei problemi. Chiediamo certezza del diritto come investitori di lungo termine”. E conclude: “Vogliamo costruire rapporti buoni con la comunità e con le istituzioni, come avviene negli altri siti integrati che abbiamo in Europa. IIva ha un potenziale enorme. Può diventare il migliore stabilimento del mondo. Non solo gli asset di Taranto, ma anche il sito di Genova”, “l’Italia è il secondo mercato in Europa. Ha una presenza industriale sviluppata grazie all’importanza della sua manifattura. La qualità del capitale umano è altissima. Ecco perché siamo qui”. (red)