Roma, 27 mar – “Tuttavia, non capisco il riferimento ad una norma specifica per
gli italiani all’estero. Non sono cittadini di pieno diritto, come tutti gli
altri? Perché non inserirli nel provvedimento base come tutti gli altri
cittadini? – si chiede Schirò – La residenza, per la nostra Costituzione, non
può essere un elemento di distinzione tra i cittadini o di diminuzione della
cittadinanza. Nel provvedimento sul reddito di cittadinanza una norma specifica
già c’è, quella della richiesta dei 10 anni di residenza, di cui gli ultimi due
continuativi, ma è una norma ad excludendum, non di inclusione” continua la
deputata del Pd. “Di Maio, il governo e la maggioranza hanno avuto l’occasione di
emendare il loro eventuale errore. Gliela abbiamo offerta noi con i nostri
emendamenti, tutti scientemente respinti. Di Maio abbia il coraggio e l’onestà di
dire le cose come stanno e non sfugga da precise responsabilità. Se poi vuole
ripensarci veramente, ha la strada spianata, gliela abbiamo già indicata con i
nostri interventi. Pronti dunque a confrontarci. L’unica cosa che chiediamo e di
non prendere in giro gli italiani all’estero e di raccontare magari che questo
governo li vuole far tornare in Italia. Tutti gli atti che ha compiuto vanno in
direzione opposta. Le promesse e le chiacchiere in Italia per i 5Stelle non
funzionano più, come i risultati elettorali stanno dimostrando. Tra gli italiani
all’estero a dire il vero non hanno funzionato nemmeno prima” conclude Schirò.
(PO / Gil)