Strasburgo, 28 mar – La Corte di Giustizia UE ribadisce l’importanza del principio di precauzione nella classificazione dei rifiuti che devono essere conferiti alle discariche. In una causa che vede imputate una trentina di società italiana connesse al trattamento di rifiuti pericolosi nelle loro rispettive qualità di gestori di discariche, di società di raccolta e di produzione di rifiuti nonché di società incaricate di effettuare le analisi chimiche dei rifiuti, i giudici hanno stamane sottolineato che, allorché il detentore di un rifiuto con codici speculari – ovvero che potrebbero essere pericolosi – si trovi nell’impossibilità pratica, non derivante dal proprio comportamento, di determinare la presenza di sostanze pericolose in detto rifiuto o di valutarne le caratteristiche di pericolo, il principio di precauzione impone di classificare tale rifiuto come rifiuto pericoloso. Secondo la Corte, il detentore di un rifiuto con codici speculari, in quanto responsabile della sua gestione, deve raccogliere le informazioni sulla sua composizione e, in tal modo, attribuire a tale rifiuto il codice appropriato. Pur non essendo obbligato a ricercare la presenza di tutte le sostanze pericolose ma, conformemente al principio di precauzione, solo di quelle che possono ragionevolmente trovarsi in tale tipo di rifiuto, il detentore, dopo avere raccolto le informazioni sulla sua composizione, deve procedere alla valutazione delle eventuali caratteristiche di pericolo di detto rifiuto o sulla base del calcolo delle concentrazioni delle sostanze pericolose presenti – ed in funzione dei valori soglia indicati per ogni sostanza nella direttiva sui rifiuti – o sulla base di una prova, o in maniera esaustiva, sulla base di tali due metodi. (Gif / UE)