Milano, 28 mar – A Milano oggi, a Palazzo Giureconsulti, sede della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, si tiene la conferenza di lancio del progetto europeo ERIAS – European Refugees Integration Action Scheme, finanziato dalla Commissione Ue, che coinvolge 13 partner di enti provenienti da Italia, Spagna, Grecia, Bulgaria, Francia e Belgio. Il progetto, della durata è di 30 mesi, realizza percorsi di inserimento lavorativo per stranieri, tenendo conto delle esigenze occupazionali delle imprese e diffonderà risultati e prassi emergenti a oltre 1500 organizzazioni a livello regionale, nazionale ed europeo. Oltre 350 stranieri beneficeranno di 25 corsi di formazione, 3 percorsi di consulenza e orientamento. Per quanto riguarda le imprese, saranno oltre 500 quelle coinvolte nella realizzazione delle attività. Il progetto è espressione dell’iniziativa Chamber+ voluta da Eurochambres, lanciata all’inizio del 2018 la cui finalità è decentrare la gestione dei progetti camerali europei alle realtà più significative del sistema camerale europeo. Capofila è Formaper, azienda speciale della Camera di commercio milanese e i partener sono: Eurochambres (Bruxelles), Camera di Commercio di Spagna (Madrid), Camera di Commercio di Maiorca, Camera di Commercio di Valencia, Camera di Commercio Bulgara (Sofia), Camera di Commercio di Haskovo (Bulgaria), Camera di Commercio di Stara Zagora (Bulgaria), Sege – Greek Association of Women Entrepreneurs (Salonicco, Grecia), Camera di Commercio di Chalkidiki (Poligiros, Grecia), Technical Institute della Camera di Commercio di Heraklion (Grecia), Camera di Commercio di Bretagna (Rennes, Francia) e Fisascat Cisl Milano Metropoli. Per Massimo Ferlini, presidente di Formaper, “questo progetto europeo che presentiamo a Milano unisce diverse realtà territoriali in Europa e allo stesso tempo avvicina le esigenze di inserimento di stranieri da parte delle imprese ai bisogni sociali di integrazione. La formazione, in cui Formaper è specializzata, sarà il tramite per realizzare il progetto e ottenere dei casi positivi di inserimento lavorativo che possano rappresentare un punto di riferimento a livello europeo”. (red)