Roma, 29 mar – Quando Michele Greco arrivò a New York era il 1947. Aveva diciassette anni e cinquanta dollari in tasca – scrive il Corriere della Sera – . Bastavano per dimenticare un’ Italia sfigurata dalla guerra e la povertà della Calabria, dove era nato negli anni del fascismo trionfante. “Volevo fare l’ attore”, racconterà in una delle tante interviste rilasciate nei decenni americani. E non è vero che non ce l’ ha fatta: dietro al bancone della sua salumeria, Mike improvvisava duetti con il figlio David, cantava arie d’ opera, si lanciava in lunghi monologhi dal sapore teatrale nei quali l’ accento cosentino si ostinava ad allargare le “o” e a dare aria alle palatali. La sua vita, in fondo, è stata un film che potrebbe intitolarsi “The salami king”, il re del salame. Poi, il 20 marzo scorso, i titoli di coda: Greco se n’ è andato a 89 anni. In tasca, stavolta, aveva molto di più dei cinquanta dollari che in America lo aiutarono a fondare la sua fortuna: Mike’ s Deli, una delle gastronomie più famose di New York, nella Little Italy del Bronx, lungo la strada famosa per le soppressate e i dolci di mandorla che arrivano dall’ Italia, cioè Arthur Avenue.
(red)