Roma, 29 mar – Il 1917 rappresentò una decisa svolta nel crescente contributo della Regia Marina nella lotta sul fronte terrestre. A protezione dell’ala a mare della terza Armata, sul fronte giulio, erano operativi sin dall’inizio del conflitto assetti difensivi, costituiti da batterie costiere fisse e mobili, che si aggiungevano al possente sostegno assicurato all’Armata stessa dalle artiglierie pesanti inquadrate nel 33mo Raggruppamento. La difesa venne altresì incrementata con l’utilizzo e lo sfruttamento dei canali e dei corsi d’acqua interni della laguna veneta, che furono utilizzati sapientemente per rifornire il fronte lontano dalle insidie del nemico. Dall’autunno 1917, a seguito dello sfondamento di Caporetto, e della conseguente impossibilità per la terza Armata di farsi carico dell’intero fronte, l’ammiraglio Paolo Thaon di Revel, Capo di Stato Maggiore della Marina e Comandante in C apo delle Forze Navali Mobilitate, assunse l’onere della difesa a oltranza di Venezia. Ciò comportò la trasformazione della Serenissima e di tutta la laguna in una efficiente base, che vide l’impiego coordinato di mezzi navali, aerei e terrestri a protezione dell’ala a mare del fronte. Venne altresì costituita la Brigata Marina, unità operativa terrestre che fu impiegata nelle operazioni sul litorale veneto. Nell’ambito del dispositivo della terza Armata, era quindi la Regia Marina che assumeva così la difesa della città, costituendo con i marinai del Reggimento di Fucilieri di Marina, posto al comando del capitano di vascello Dentice di Frasso, una forza articolata su quattro battaglioni che presero il nome dalle località presso le quali si erano attestati per la difesa del territorio: Grado, Caorle,Monfalconee Golametto. L’azione dei marina appartenenti alle unità attestate sul basso Piave, tra le quali la fortissima artiglieria di Marina del 33mo Raggruppamento, impedì agli austriaci di avanzare verso la città di Venezia. (SEGUE)