Roma, 29 mar – “Dicono che sarà una manifestazione contro i gay? Vorrà dire che sarò io a portare il pensiero che se in questa discussione c’è una patologia è l’omofobia, non l’omosessualità”. Luca Zaia parteciperà al Congresso mondiale delle famiglie che si apre oggi a Verona nel divampare delle polemiche, incluse quelle interne al governo, con il patrocinio di Palazzo Chigi prima dato e poi ritirato. Il Veneto, in ogni caso, il patrocinio alla manifestazione lo ha dato. “A noi – speiga Zaia al Corriere della Sera – è stato richiesto il patrocinio di un evento internazionale che si svolge da anni. Sulla carta, i temi sono la centralità della famiglia nella società, la promozione della natalità, il rispetto della donna. Sulle carte che ci hanno inviato, c’è scritto questo. E io di processi alle intenzioni non ne faccio e non ne accetto. Poi, non sono neanche l’avvocato difensore di nessuno: ciascuno è responsabile e risponde di quello che dice”. Ma lei non teme prese di posizione, come dire, integraliste? “Io credo che si sia acceso un dibattito esagerato, fuori contesto. Al punto che i nemici del congresso sono stati i veri pr della protesta, i suoi grandi comunicatori. Se non ci fosse stata da parte loro tutta questa pubblicità, l’appuntamento sarebbe stato per addetti ai lavori”. “Io mi ispiro a quella frase che viene attribuita a Voltaire anche se forse non è sua: “Non condivido le tue idee ma darò la vita perché tu possa esprimerle”. Io sono convinto che ciascuno debba poter dire ciò che pensa. Allo stesso modo, non mi piacciono gli “ismi”: non il fondamentalismo cattolico, non il liberismo senza equilibrio”. (red)