Roma, 1 apr – Una scossa. E’ quella che a Roma viene chiesta in coro dalle 7 principali associazioni di imprese, riunite in occasione della conferenza ‘Rinascimento Roma’. Sono intervenuti i rappresentanti di Unindustria, Acer, Confcommercio, Federlazio, Confesercenti, CNA e Coldiretti. In ogni intervento si è sottolineata “l’urgenza di agire per risolvere un ritardo evidente sul piano dello sviluppo”, soprattutto in confronto alle altre grandi capitali europee: “Roma capitale produce il 9% del PIL a livello nazionale, contro il 20% di media di altre capitali, come Parigi e Londra – sottolinea Filippo Tortoriello, presidente di Unindustria – questo è un appello nei confronti della sindaca affinché si attivi un tavolo e si affrontino problemi seri e urgenti. È molto difficile spiegare, qualsiasi sia la motivazione, come mai le 3 principali fermate della metropolitana, Spagna, Barberini e Repubblica, non funzionino. Siamo preoccupati dalla perdita di competitività. Attualmente in città non si vedono gru”. Lo stallo dei cantieri preoccupa anche Nicolò Rebecchini, numero uno di Acer, l’Associazione dei costruttori romani: “Non ci possono volere più di 2 anni per un permesso di costruire e 5 mesi per una carta d’identità. Dobbiamo far ripartire i vecchi progetti, come quelli dei cantieri riguardanti i corridoi della mobilità della Laurentina e della Tiburtina. Sono tutti cantieri fermi o mezzi fermi. Oggi abbiamo una situazione di 20mila persone che gravitano dietro al polo industriale della Tiburtina, che ogni giorno vivono un dramma da 10 anni. La crisi che stiamo vivendo porta a contrasti preoccupanti. Il nostro è un grido d’allarme all’amministrazione. Roma deve uscire dal torpore”. (SEGUE)