Roma, 2 apr – Si potrà andare in Colombia, Brasile o Ecuador per accogliere i rifugiati, in Senegal per aiutare i bambini altrimenti destinati a vivere di stenti. Oppure in Perù per provare a risolvere i danni all’ambiente causati dall’industria mineraria che inquina i fiumi e rende impossibile coltivare la terra. Il contesto – si legge oggi su La Repubblica (edizione Palermo) è quello dei Corpi civili di pace, i nuovi progetti di servizio civile all’ estero e in Italia che impegnano i ragazzi non più solo nel sociale, ma anche in campo umanitario e nella difesa del territorio per un anno. Il bando è stato lanciato e si rivolge a 130 ragazzi d’ età compresa fra i 18 e i 29 anni. Il contributo per volontario è di circa 850 euro al mese: alla mensilità standard di circa 433 euro mensili per il servizio civile nazionale viene infatti aggiunta l’indennità estero. Si cercano menti e braccia. Ragazzi che abbiano voglia di capire cosa sta accadendo al territorio, studiarlo e anche imbracciare pale per ripulirlo, se necessario. Diventando cittadini consapevoli e magari professionisti di domani impegnati sul tema. «Questi volontari rappresentano un impegno diretto dei giovani e delle organizzazioni della società civile nella prevenzione del conflitto armato e della ricostruzione culturale, sociale ed economica post conflitti all’ estero», dice Lucia De Smaele, responsabile dell’ ufficio servizio civile Focsiv (Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario) che cura 54 progetti all’ estero sui 112 totali. (BIG ITALY / Red)