Torino, 2 apr – Nature Medicine ha pubblicato uno studio sulle ricerche condotte da un gruppo di lavoro del Dipartimento del Centro di Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino che ha approfondito il collegamento tra la composizione del microbioma intestinale e il cancro al colon-retto. I risultati dello studio, realizzati grazie a un finanziamento della Lega Italiana per la lotta contro i tumori (LILT) della sede provinciale di Trento, sono stati raggiunti grazie alla collaborazione dei ricercatori del gruppo di ricerca di Alessio Naccarati dell’Istituto Italiano per la Medicina Genomica (IIGM) di Torino in collaborazione con la Clinica Santa Rita di Vercelli e dello Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano. Il carcinoma al colon-retto è una delle più comuni neoplasie di natura maligna e si sviluppa a partire da gruppi di “cellule impazzite”, localizzate nella parete interna della parte finale dell’apparato digerente. Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma nelle forme non ereditarie – che sono la grande maggioranza – la componente genetica può spiegare solo in minima parte l’incidenza della malattia. Altri fattori che hanno un ruolo nello sviluppo della malattia sono le abitudini alimentari e lo stile di vita. La ricerca pubblicata su Nature Medicine suggerisce che anche la popolazione batterica intestinale deve essere presa in considerazione vista la marcata correlazione tra la composizione del microbioma e la presenza di carcinomi. (Com)