Udine, 2 apr – Da parte del Governo, attraverso il prefetto di Udine, la sottolineatura che il rapporto con i sindaci è fondamentale e che si sta vivendo una fase di apertura e intelligente collaborazione tra Italia e Libia. Mentre dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, che ha seguito il progetto dalla sua genesi, è stato fatto presente che si tratta di un ulteriore strumento attraverso il quale lo Stato italiano ha inteso approfondire la collaborazione che c’è sempre stata tra Libia e Italia. Un saluto è arrivato anche dalla città di Udine alle municipalità libiche di Tripoli, Tobrouk, Benghasi e Sirte, le quattro realtà coinvolte direttamente nel Path-Dev. Una città che non affaccia sul mare – è stato rilevato -, ma che è ben contenta di ospitare chi produce e sviluppa il settore ittico in collaborazione con i nostri produttori locali. Il rappresentante del Comitato europeo delle Regioni ha affermato l’importanza dell’iniziativa per avvicinare i Comuni dell’Unione europea a quelli della Libia, voluta per fortificare le municipalità libiche e migliorare i servizi pubblici libici, oltre all’aspetto economico dove sono stati raggiunti numerosi obiettivi. Perciò si tratta di un’iniziativa dove le nuove attività progettuali rappresenteranno un’occasione per il sistema Europa di attivare sinergie produttive win-win indirizzate allo sviluppo del contesto sociale ed economico libico, in una logica non assistenzialistica ma di reale cooperazione. La presenza dei sindaci libici a Udine è fondamentale affinché possano verificare in loco le capacità lavorative e imprenditoriali italiane; l’Unione europea ora deve garantire il suo aiuto finanziario, è importante che si costituisca un Gruppo di coordinamento europeo e si sostenga la seconda fase del progetto. (Red)