Bruxelles, 3 apr – Nella lettera inviata questo pomeriggio al presidente Tajani e agli eurodeputati in merito alla Brexit, oltre a ipotizzare la possibilità di una proroga condizionata sino al 22 maggio, il presidente della Commissione Junker ribadisce la disponibilità dell’Unione a vari scenari di compromesso con la Gran Bretagna, dall’accordo di libero scambio a una serie di semplificazioni doganali, un’unione doganale sino all’ipotesi di uno Spazio economico europeo. Secondo Junker, la Commissione è pronta a cominciare le discussioni a partire dal momento in cui l’accordo di ritiro sarà firmato, “con l’inchiostro ancora fresco”, scrive il Presidente della Commissione al suo omologo parlamentare. L’equipe dei negoziatori UE è pronta, “Michel Barnier – il negoziatore della Commissione – anche”, ricorda sempre Junker, augurandosi che lo stesso sia dall’altro lato della Manica. “Che questo avvenga o meno” è testualmente specificato nella lettera” dipende interamente dal Regno Unito”. Benché non fosse lo scenario preferito, la Commissione si è preparata al “no deal” con 91 note specifiche, 32 atti non legislativi, 19 proposte di legge e tre comunicazioni, oltre ai 72 seminari sul tema condotti negli Stati membri. Ciò nonostante, il Regno Unito, secondo il presidente Junker, deve ancora fornire una risposta sui tre temi principali legati alla separazione, ovvero il rispetto e la protezione dei diritti dei cittadini, il mantenimento degli impegni finanziari presi dalla Gran Bretagna in quanto stato membro dell’Unione e la questione irlandese, sulla quale i Britannici dovranno rispettare alla lettera, scrive Junker, il cosiddetto “Accordo del Venerdì Santo” del 10 aprile del 1998, quando Tony Blair e Bertie Ahern, rispettivamente premier del Regno Unito e dell’Irlanda, misero fine al conflitto nordirlandese definendo i rapporti tra Irlanda e Regno Unito. (Gif / UE)