Roma, 4 apr – “Due ragioni mi hanno indotta a intervenire all’audizione della delegazione del CGIE, guidata dal Segretario generale Michele Schiavone, che si è svolta il 3 aprile nella commissione Affari costituzionali della Camera sulla proposta di legge costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari, compresi quelli eletti all’estero. La prima è di completa solidarietà con l’organismo di rappresentanza degli italiani all’estero e di condivisione delle ragioni giuridiche, istituzionali ed etiche che hanno indotto il CGIE a dichiarare una netta contrarietà, a nome del mondo che rappresenta, che è anche il mio mondo, all’ipotesi di riduzione da 18 a 12 dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero. La seconda è legata alla consapevolezza della lesione che si compie ai danni della realtà, vecchia e nuova, dell’emigrazione e al danno che si arreca agli interessi reali del nostro Paese, soprattutto in un momento di difficoltà come questo”. Così Angela Schirò, deputata del Partito Democratico eletta all’estero. “In sostanza, in qualità di italiana di seconda generazione nata in Germania – prosegue la Schirò – ho chiesto nel mio intervento di riflettere sul fatto che a tanti come me una decisione come questa viene vissuta come una diminuzione di cittadinanza, una specie di etichettatura di cittadino di serie B, che costituisce una vera e propria lesione dei principi della nostra Costituzione”. (SEGUE)