Roma, 5 apr – “Per ottenere il rimborso di queste somme ‘arretrate’ – impropriamente trattenute dall’Inps e riferite ad anni precedenti – è previsto che i pensionati interessati redigano una apposita domanda, contenente l’attestazione di residenza fiscale in Svizzera, da indirizzare al Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara – spiegano Schirò e Ungaro -. Purtroppo le autorità fiscali svizzere, adducendo il fatto che il formulario di domanda per il rimborso delle somme trattenute dall’Inps non è contemplato nella Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali, si rifiutano di produrre e attestare alcun tipo di documentazione (modelli, formulari, etc.) che i pensionati interessati possano inviare all’Agenzia delle Entrate di Pescara per ottenere i rimborsi per la tassazione concorrente effettuata dall’Istituto previdenziale italiano. I nostri pensionati dell’Inps residenti in Svizzera, quindi, rischiano ora di pagare le tasse sulle loro pensioni due volte, in Italia e in Svizzera, nonostante l’esistenza della Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali e per una deficienza burocratica degli enti preposti all’attuazione della convenzione”. “Con la nostra interrogazione oltre ad esporre il problema abbiamo sollecitato i ministeri competenti a trovare una sua urgente ed adeguata soluzione e a mettere i nostri pensionati in Svizzera nelle condizioni di richiedere e ottenere il rimborso delle tasse trattenute dall’Inps”, concludono i deputati. (PO / Red)