“Uno scenario economico in netto peggioramento”. Un “clima di sfiducia profondo e generalizzato”. E in mezzo, “un lavoro che soffre, che stenta, a cui il Governo non riesce a dare risposte qualitative”. Dall’osservatorio della Cisl il segretario generale aggiunto Luigi Sbarra vede poche luci e davvero tante ombre. “Vero è che abbiamo attivato diversi tavoli — afferma intervistato da Il Dubbio – ma contemporaneamente si licenziano provvedimenti su sblocca cantieri, salario minimo e Decreto Crescita non debitamente concertati e accuratamente negoziati, su cui gravano formidabili pericoli: penso solo ai rischi di un ritorno al massimo ribasso e della liberalizzazione dei subappalti. Sarebbe gravissimo”. Come si esce dal tunnel? “Rimettendo al centro il lavoro, che va rilanciato sotto il profilo quantitativo e qualitativo. La questione occupazionale dovrebbe essere l’ossessione di questo governo. Come afferma Annamaria Furlan, il baricentro della spesa pubblica va spostato su investimenti idonei a riavviare l’economia reale, l’occupazione, la competitività. Un tema che richiede una visione infrastrutturale e industriale di prospettiva, con leve accessibili anche alle Pmi e orientate alla ricerca, allo sviluppo, all’innovazione e alla formazione. Vanno rapidamente sbloccate le assunzioni nella pubblica amministrazione e programmati robusti interventi per la modernizzazione e la digitalizzazione, attivare misure importanti di politiche sociali rivolte all’infanzia, adolescenza, anziani, non autosufficienza. Bisogna poi consolidare le reti dedicate alla tutela e alla riqualificazione del lavoro povero. Dobbiamo aprire un tavolo strutturato sugli ammortizzatori sociali e le politiche attive, e rilanciare salari e produttività”. (5 APR / red)
