Roma 8 apr – “E’ un appello all’Europa significativo per il mondo del lavoro che
conferma e rafforza la scelta fortemente europeista che ha fatto il nostro
Paese. Ma che indica anche come vorremmo che fosse l’Europa del futuro”. Così la
Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, commenta l’Appello per l’Europa
firmato stasera da Confindustria e Cgil, Cisl, Uil. “Ogni tanto ci dimentichiamo
che abbiamo conosciuto tanti anni di pace duratura nel nostro vecchio continente.
Tutto questo lo dobbiamo proprio alla scelta dell’Europa, al rifiuto della guerra
e questo è alla radice di tanti anni di pace che abbiamo vissuto nel nostro Paese
e nei paesi che hanno costituito la nostra Europa”, ha affermato Furlan. “Oggi
confermare la scelta europeista significa anche candidare l’Europa ad essere
portatrice di pace nel mondo. La nuova Europa deve contribuire anche negli
equilibri internazionali a valorizzare fortemente il lavoro e la sua qualità, a
rendere protagonisti gli uomini e le donne del loro futuro. Vogliamo una Europa
che investa in quei fattori di crescita che sono fondamentali per la qualità
della vita, il benessere delle persone ma anche una Europa che investa in
infrastrutture, tecnologie, professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici.
In questi giorni abbiamo registrato come la decrescita demografica stia
coinvolgendo sicuramente il nostro Paese ma anche un po’ tutto il nostro
continente. Quindi – continua Furlan – abbiamo bisogno di una Europa che guardi
alle nuove generazioni, che investa sulle loro conoscenze, sulla possibilità di
mobilità anche all’interno dell’Europa, già nei percorsi scolastici e non solo
nei percorsi lavorativi. Per questo come Confindustria e Cgil-Cisl-Uil abbiamo
ritenuto di stendere questo appello- manifesto come europeisti, che porteremo
anche al dibattito pubblico che si sta aprendo e sviluppando in tutta Europa. E
su questo anche come organizzazioni sindacali ci impegniamo a coinvolgere quel
mondo del lavoro, dei pensionati ma anche dei giovani che dobbiamo e vogliamo
rappresentare perché l’Europa sia sentita davvero non più come una istituzione
distante, ma sia in ogni uomo ed in ogni donna del nostro continente. Lo faremo
dicendo che vanno cambiati anche alcuni capitoli economici che non aiutano per la
loro rigidità. Quando si investe nella tastiera della crescita come le
infrastutture, questo non è un allargamento del debito, ma è costruire un futuro
migliore”. (PO / red)