Bari, 9 apr – Uno studio dei ricercatori di Medicina Veterinaria e di Biologia dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha svelato il segreto della mortalità di Pinna nobilis nel mar Mediterraneo. Un parassita, Haplosporidium pinnae, la causa di estinzione di questa specie protetta di mollusco bivalve. Anche nota come nacchera, pinna comune, cozza penna o stura, Pinna nobilis è il più grande mollusco bivalve del Mar Mediterraneo. Gli esemplari di P. nobilis vivono ad una profondità che si aggira tra 0,5 e 60 m e possono raggiungere l’età di 27 anni e le dimensioni di 120 cm. Recentemente sono stati registrati, in Spagna, episodi di alta mortalità in diverse popolazioni di P. nobilis. Nell’ultimo anno sono improvvisamente morti più di 7000 esemplari nel solo Mar Piccolo di Taranto. La causa di morte di questo bivalve è stata quindi studiata presso i laboratori di parassitologia del Dipartimento di Medicina Veterinaria dove gli esemplari di P. nobilis sono stati analizzati con metodiche di diagnosi molecolare all’avanguardia. “In seguito ad analisi parassitologiche, batteriologiche ed istopatologiche effettuate su esemplari moribondi di P. nobilis campionati dal Mar Piccolo di Taranto, è stata osservata la presenza di un protozoo flagellato del genere Haplosporidium” spiega Rossella Panarese e primo Autore di un lavoro internazionale in stampa su Journal of Invertebrate Pathology. Si tratta di un parassita presente nella ghiandola digestiva del bivalve che non consente allo stesso di alimentarsi portando a morte l’animale. Haplosporidium è stato segnalato nel golfo di Taranto per la prima volta in Italia e sembra possa essere arrivato dalle coste Spagnole. (PO / BIG ITALY / Com)