Roma, 9 apr – “Beyond EPICA – Oldest Ice permetterà ai ricercatori non solo di valutare le condizioni climatiche durante la transizione del Medio Pleistocene avvenuta intorno a 900mila anni fa, ma anche nel precedente periodo quando la ciclicità era di 40mila anni. Un altro aspetto da considerare è che il segnale chimico delle molecole intrappolate nel ghiaccio tende a deteriorarsi nel corso di diversi millenni, rendendo più difficili l’interpretazione del segnale climatico. Una maggiore risoluzione temporale, in cui in un metro di ghiaccio sono registrati 10-15mila anni, permetterà di mitigare il deterioramento del segnale climatico”, sottolinea la professoressa Barbara Stenni dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Con questo obiettivo, negli ultimi tre anni ricercatori di dieci paesi europei, supportati da colleghi di Australia, USA, Giappone e Russia, hanno cercato in Antartide il sito ideale per la perforazione. Utilizzando metodologie geofisiche indirette (radar) da aereo e sul terreno i ricercatori sono riusciti ad analizzare il ghiaccio sotto la superficie, anche con perforazioni fino a 450 metri di profondità, identificando “Little Dome C” come il miglior sito per fornire un archivio climatico continuo che vada indietro fino ad almeno un milione e mezzo di anni fa. “Abbiamo cercato un’area con una buona risoluzione temporale anche nelle parti più antiche, con una stratificazione ‘indisturbata’ dalla dinamica glaciale e che non stia fondendo alla base, nonostante il calore proveniente dall’interno della Terra e l’isolamento termico prodotto dallo spesso strato glaciale sovrastante”, spiega Massimo Frezzotti, ricercatore dell’ENEA che ha diretto le spedizioni di rilevamento a “Little Dome C”. Se, come atteso, l’Unione Europea approverà la seconda fase del progetto, un team di esperti coordinati da Carlo Barbante attrezzerà un campo a “Little Dome C” a partire da dicembre 2019. I ricercatori dovranno vivere in container e tende durante le operazioni di perforazione, il cui inizio è programmato per il novembre 2021, con l’obiettivo di prelevare carote di 10 centimetri di diametro. Le operazioni continueranno per tre estati antartiche, da metà novembre a inizio febbraio, finché sarà raggiunta la profondità di 2.730 metri nel 2024. I primi dati dovrebbero essere disponibili nel 2025. (BIG ITALY / Red)