Roma, 9 apr – Tutto il mondo rallenta, noi però siamo in recessione. Perché? “I Paesi più colpiti in Europa, sono le due principali potenze manifatturiere, ossia Germania e Italia. La Germania parte da livelli di crescita del Pil più alti dei nostri e quindi anche il rallentamento non la porta a livelli di crescita vicini allo zero; ma la differenza tra il nostro Paese e loro si mantiene costante, mentre anche secondo stime di organismi internazionali già nel 2020 il gap di crescita tra l’Italia da una parte e la Germania e l’eurozona dall’altra, si ridurrà. E poi, qualunque cosa si possa pensare della legge di bilancio per il 2019, compreso il reddito di cittadinanza e quota 100, questa non ha ovviamente ancora dato i suoi effetti. Bisognerà aspettare la seconda metà dell’anno per vederne qualcuno, così come per vedere gli effetti delle misure urgenti per la crescita che spero siano approvate questa settimana”. Così il ministro dell’Economia Giovanni Tria, in un’intervista a Repubblica. E aggiunge: “Per la stabilità sociale ci si è mossi con il reddito di cittadinanza, e anche Quota 100 contribuirà a questo fine. E poi ci sono le misure dirette soprattutto alle imprese: aiutarle significa aiutare anche l’occupazione”, “dobbiamo guardare con più fiducia al futuro perché l’Italia rimane solida dal punto di vista economico. Una cosa è la congiuntura e una un’altra cosa sono i fondamentali”, “i tassi di crescita a breve sono quelli noti e determinati dalla congiuntura internazionale. E comunque sono in zona positiva. Ma il rischio è che dappertutto, e non solo in Italia, si stia sottovalutando l’importanza della crescita. Anche in Europa se ne parla da poco; fino a qualche mese fa il focus era solo su come prevenire una nuova crisi finanziaria come quella del 2008. E intanto non ci si accorgeva che il vero pericolo è una crisi economica. Al momento mi fa più paura una crisi economica che si trasmette alla finanza che non il contrario”. (red)