Verona, 9 apr – “Questo è l’anno dell’Unesco, appuntamento a luglio a Baku dove contiamo di consegnare a un’area naturalistica straordinaria come le Colline del Prosecco il titolo di Patrimonio dell’Umanità Unesco. Lo meritano territori unici, la loro storia, i loro abitanti e i produttori rispettosi dell’ambiente e votati alla qualità”.
Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia intervenendo, oggi al Vinitaly di Verona, alla presentazione dei risultati dell’annata 2018 del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Docg, tenutasi allo stand del Veneto. “Sono i 50 anni della denominazione – ha ricordato il governatore – e il riconoscimento di Patrimonio dell’Unesco lo dedicheremo ai tantissimi che, decenni addietro, si spaccarono la schiena per creare, salita dopo salita, usando solo le mani e pochi attrezzi, il gioiello che sono oggi queste colline. Molti di loro non ci sono più, e non hanno potuto godere della fama e del successo economico di Prosecco, ma senza di loro tutto ciò non sarebbe esistito”. Zaia ha tenuto a ricordare che “ancora oggi è così. Su questi pendii non si va con i macchinari, ma con le proprie gambe e le proprie mani, raccogliendo senza indugi la sfida del paesaggio e della sostenibilità”, “c’è chi tenta di assegnare a questi vini la causa di tutti i mali ma non è così. I produttori del Prosecco, e anche della Valpolicella si sono dati, e rispettano, rigidissimi codici di autoregolamentazione. E infatti – ha concluso – la sfida del futuro è il vigneto a impatto zero”. I dati presentati oggi parlano di un successo confermato per il Prosecco Docg che, rispetto al 2017, ha aumentato il valore della produzione del 3,8%, le vendite nazionali del 6,3%, ed è cresciuto in doppia cifra sui nuovi mercati: Cina e Hong Kong, Australia e Nuova Zelanda, Federazione Russa.
(BIG ITALY / red)