Milano, 10 apr – Circa un terzo delle oltre 2.400 aziende che fino a sabato espongono negli spazi della Fiera di Rho-Pero, in occasione del 58mo Salone del Mobile, arriva dall’estero (da 43 Paesi) e soprattutto all’estero guardano le imprese italiane che vi partecipano, mercato che spinge 14 miliardi di euro di fatturato. “L’industria dell’arredamento – si legge sul Sole 24 Ore – esporta del resto oltre la metà della sua produzione (27,4 miliardi di euro il fatturato raggiunto nel 2018) e ha trovato nell’internazionalizzazione lo strumento più efficace di crescita negli ultimi anni”. “Guardando il Salone del Mobile ci rendiamo conto di che cosa è e dovrebbe essere l’industria italiana, un’industria ad alta intensità di valore aggiunto, che fa della bellezza un asset importante. Qui c’è l’Italia del presente e del futuro” ha commentato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, sottolineando la capacità del settore del legno-arredo di aprirsi ai mercati, crescendo del 7% in un Paese strategico come la Cina, e di fare sistema. Non a caso, proprio al Salone domani Confindustria terrà qui il suo consiglio generale. “Una scelta simbolica – precisa Boccia – perché pone la centralità della questione industriale all’attenzione del Paese in un Salone che è immagine di un’Italia che vuole reagire”. “I numeri del 2018 sono positivi per il settore dell’arredamento e per tutto il comparto del legno-arredo” dice il presidente di FederlegnoArredo Emanuele Orsini, precisando che l’intera filiera, con i suoi 42 miliardi di euro di fatturato, vale circa il 5% del Pil industriale del Paese. “Ma ci preoccupa la crescita zero – precisa -: l’Italia ha bisogno di una spinta. Bisogna partire dall’edilizia”. (red)