Roma, 10 apr – “La ‘colpa’ degli eletti all’estero del PD sarebbe stata quella di presentare un emendamento annuale che, evidentemente, non ha prolungato i suoi effetti negli anni successivi. Se non si tratta di mala fede, ma di inesperienza e di ingenuità, siamo di fronte ad un candore a dir poco commovente, di cui tuttavia comprendiamo la ragione di fondo – affermano i parlamentari del Pd eletti all’estero -. Poiché finora gli eletti all’estero di maggioranza non hanno portato a casa un solo emendamento approvato, vogliamo credere che non sappiano come funziona il giocattolo. In tutti questi anni, per risalire la china in cui il risanamento finanziario e la spending review ci avevano inclinati, abbiamo sempre presentato, per farceli accettare, inizialmente emendamenti annuali reiterati o triennalizzati negli anni successivi. Così è accaduto per i corsi di lingua italiana all’estero, così per le scuole paritarie, così per le Camere di Commercio italiane all’estero, e via dicendo. Così come parlamentari del PD abbiamo tentato di fare anche quest’anno con gli emendamenti di conferma di 1 milione per i COMITES e di 500.000 euro per il CGIE, sia alla Camera che al Senato (nell’allegato si vedano gli emendamenti presentati alla Camera, identici a quelli presentati al Senato)”. “Quelli che denunciano oggi la semplice annualità degli aumenti, sono gli stessi che hanno bocciato, scientemente e volutamente, i nostri emendamenti o che non hanno presentato i loro emendamenti, se non volevano sostenere i nostri, che pure erano stati fatti propri dalla Commissione Affari Esteri della Camera – concludono i parlamentari -. Se non fossimo ormai abituati ad ogni forma di falsificazione, consiglieremmo ai nostri colleghi quantomeno di essere prudenti, di leggersi le carte e di capire meglio come si svolgono le dinamiche parlamentari. Ma poiché le chiacchiere non ci interessano, ma ci interessano le cose concrete, allora rivolgiamo agli acrobatici colleghi della maggioranza una semplice domanda: poiché a breve arriverà l’assestamento di bilancio per il 2019, ve la sentite di fare come abbiamo fatto noi con l’assestamento di bilancio 2017, vale a dire unire tutte le voci e fare tutte le pressioni possibili per reintegrare queste somme, che se c’è volontà politica sono recuperabili? Se sì, diamoci tutti da fare mettendo da parte queste sgangherate polemiche, se no abbiate perlomeno la decenza di tacere”. (Red)