Roma, 10 apr – A rischio -precisa la Coldiretti – è circa la metà del valore dei prodotti agroalimentari Made in Italy in Usa dove le esportazioni sono stati pari a 4,2 miliardi di euro che rappresentano circa il 10% del totale delle esportazioni agroalimentari italiane nel mondo. Tensioni sono attese anche dalla Brexit in caso di mancato accordo dopo il record storico di 3,4 miliardi di euro (+2%) per le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Gran Bretagna, per effetto dei dazi e dei ritardi doganali che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione Europea. I segnali positivi del primo trimestre del 2019 sono determinati infatti – spiega la Coldiretti – solo dalla circostanza che Oltremanica si stanno facendo scorte per paura di dazi e difficoltà doganali in caso di uscita senza accordo. Dopo il vino che complessivamente fattura sul mercato inglese quasi 827 milioni di euro, spinto dal boom del Prosecco Dop con 348 milioni di euro, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna c’è l’ortofrutta fresca e trasformata come i derivati del pomodoro con 234 milioni, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi e dell’olio d’oliva. Importante anche il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano per un valore attorno ai 85 milioni di euro. Senza accordo – conclude la Coldiretti – un problema riguarda anche la tutela giuridica dei marchi con le esportazioni italiane di prodotti a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) che incidono per circa il 30 per cento sul totale dell’export agroalimentare Made in Italy e che senza protezione europea rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione. (red)