Bruxelles, 11 apr – Secondo l’avvocato generale Sharpston, la Corte di Giustizia dovrebbe respingere il ricorso della Repubblica ceca contro la normativa UE sulle regole più restrittive per l’acquisizione e la detenzione di armi da fuoco, rilevando – tra l’altro – che non vi è alcun diritto fondamentale nell’ordinamento dell’Unione a detenere armi. Sull’onda di una serie di tragici eventi risalenti al 2015 che includono gli attacchi terroristici verificatisi a Parigi e a Copenaghen, la Commissione aveva infatti adottato una proposta di modifica della direttiva sulle armi da fuoco resa ancora più restrittiva, nel maggio 2017, dal Parlamento europeo e dal Consiglio che avevano trovato un accordo per rendere più difficile l’acquisizione e la detenzione di armi e vietato l’uso civile delle cosiddette semiautomatiche. La Repubblica ceca ha contestato la validità della modifica, sostenendo che essa avrebbe l’intento di armonizzare la materia della prevenzione dei crimini, in violazione dei Trattati. L’avvocato generale Eleanor Sharpston, nelle sue conclusioni di oggi, considera che la modifica abbia l’intento di garantire un grado di libertà di circolazione per talune armi da fuoco e, a tale scopo, preveda corrette garanzie di sicurezza adatte a tali prodotti. L’avvocato generale rileva anche che l’esigenza di far fronte prontamente alle sfide risultanti dagli attacchi terroristici del 2015 costituiva una situazione di emergenza e che il legislatore dell’Unione si era avvalso di altre relazioni e studi per compiere la sua analisi della proporzionalità delle misure proposte e che, in ogni caso, non vi è alcun diritto fondamentale nell’ordinamento dell’Unione a detenere armi. (Gif / UE)