Roma, 11 apr – “Per chi viene dall’America latina credo sia interessante una sintetica e rapida visione di quello che il mio Paese ha cercato di fare e continua a fare sulla tematica dell’uguaglianza di genNere”: lo afferma Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina, intervenendo presso il seminario “Uguaglianza di genere alla luce degli esiti dell’VIII Conferenza Italia America Latina e Caraibi”, ospitato dalla Commissione Affari esteri della Camera presso la Sala del Mappamondo. “Naturalmente ci sono diversi livelli di intervento. Il primo, importantissimo, è quello normativo: è fondamentale – continua Belloni – l’introduzione di norme e di leggi che siano in grado di correggere e di promuovere quelle formule che consentono di ottenere una parità di genere. Su questo piano l’Italia ha fatto molto, certamente si può fare di più, questo stesso Parlamento ha approvato una legge che prevede l’obbligo per le imprese di avere nei cda una certa percentuale di donne e ha approvato delle norme contro la violenza sulle donne. Violenza che non è solo fisica, come il caso dell’impossibilità per la donna di avere accesso all’educazione”. “Il secondo settore su cui il nostro paese è fortemente impegnato – aggiunge – è proprio quello dell’educazione e la formazione, strumenti fondamentali per un vero empowerment femminile sostenibile, su questo fronte sono numerosissimi i progetti che negli anni l’Italia sia a livello nazionale che internazionale ha promosso e continua a promuovere”. Belloni mette anche in luce gli “interventi nel settore sanitario per poter assistere la donna nei casi in cui subisce violenza, mi piace ricordare la battaglia che il nostro paese ha fatto con successo ma anche con molta fatica contro le mutilazioni genitali femminili, su cui abbiamo ottenuto l’impegno delle Nazioni Unite con risoluzioni votate ad ampia maggioranza per la messa al bando di questa feroce pratica”. Citando il governatore della Bce Mario Draghi, infine, il segretario generale della Farnesina mette in evidenza “l’impatto positivo che l’impiego della componente femminile comporta nelle diverse società anche per la crescita economica”. (PO / BIG ITALY / Roc)