Roma, 11 apr – All’inizio del 2018 – rileva l’Istat nel rapporto “Noi Italia” risiedono in Italia oltre 5 milioni di cittadini stranieri (97 mila in più rispetto al 2017), pari all’8,5% del totale dei residenti. Nel confronto europeo, il nostro Paese conferma una incidenza più elevata della media Ue ed è preceduta, tra i principali Paesi, da Regno Unito (9,2%), Spagna (9,5%) e Germania (11,2%).
Alla stessa data sono regolarmente presenti poco meno di 4 milioni di stranieri non comunitari in possesso di valido documento di soggiorno o iscritti sul permesso di un familiare, valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Nel corso del 2017 i nuovi permessi rilasciati sono stati circa il 16% in più rispetto all’anno precedente (262.770 a fronte di 226.934 nel 2016) L’aumento dei nuovi ingressi ha riguardato soprattutto il Nord-ovest e il Mezzogiorno.
Il livello di istruzione degli stranieri è ancora inferiore a quello degli italiani. Nel 2018 tra le persone di 15-64 anni oltre la metà degli stranieri ha al massimo la licenza media (39,1% tra gli italiani), il 34,7% ha conseguito un diploma di scuola superiore (43,2% per gli italiani) e l’11,0% una laurea (tra gli italiani il 17,8%).
Nel mercato del lavoro permangono i divari tra italiani e stranieri. Nel 2018 il tasso di occupazione (20-64 anni) degli stranieri si attesta al 64,4% (contro il 62,8% degli italiani), valore leggermente più basso di quello registrato in media nella Ue (65,5% nel 2017). In Italia il tasso di disoccupazione diminuisce in misura meno intensa per gli stranieri, che continuano a presentare una disoccupazione più alta degli italiani (14,0% contro 10,2%). (red)